Desktop addio, da oggi Google premia solo i siti mobile

La notizia era nell’aria. O, perlomeno, era prevedibile. Forse non così presto, nonostante le prime avvisaglie, ma tant’è: per restare a galla nel “mare magnum” di Internet da oggi è fondamentale avere un sito web più che compatibile con gli smartphone. Da ora in poi chi non avrà un sito facilmente consultabile sul telefonino perderà colpi per ciò che riguarda il posizionamento su Google.

Sì, avete capito bene: il più grande motore di ricerca al mondo ha cambiato nuovamente i criteri relativi all’indicizzazione, mettendo al primo posto i siti mobile. Per stare in alto con il posizionamento, dunque, occorre avere pagine che si possano consultare facilmente e velocemente nel palmo di una mano.

Lo smartphone manda il pensione il pc

Certo, il sito “canonico”, quello che consultiamo sul computer di casa, avrà ancora la sua importanza, ma il destino appare segnato. Il passaggio di testimone già è ormai realtà: entro pochi mesi sarà scavalcato e scenderà dal gradino più alto del podio. Con il rischio che perda altre posizioni.

In effetti, visto che cominciano a circolare i primi telefonini da polso, non è affatto escluso che a breve ci sia una nuova rivoluzione. Che finirà inevitabilmente per penalizzare il caro e vecchio pc, diventato un vero e proprio “matusa” fra le nuove tecnologie.

Il 50% delle ricerche vengono fatte sul mobile

Perché questa scelta? Beh, Google non fa mai niente per caso: osserva la realtà, legge i dati e corregge il tiro. Tutto qui.

Ebbene: i dati che leggono la realtà dicono gli utenti passano poco meno di tre ore al giorno a cercare risposte sul motore di ricerca. Altro dato: ad oggi oltre il 50% delle ricerche vengono fatte direttamente dal telefonino. Ma la percentuale è destinata a lievitare ulteriormente.

E non può che essere così: vai in autobus e trovi tutti con la testa chinata sullo smartphone, vai dal medico e mentre sei in fila dai un’occhiata furtiva sui social, vai in bagno e… beh… alzi la mano chi non si è seduto nemmeno una volta sul wc con il proprio telefonino in mano.

Il mobile diventa indicizzazione primaria

Insomma: le abitudini degli utenti sono cambiate, quindi tocca ancora una volta adeguarsi. Google lo ha fatto: tra pochi mesi l’indicizzazione fra mobile e desktop sarà divisa. E il mobile sarà l’indicizzazione primaria.

Non basta più, dunque, avere un sito responsive, bisogna che da oggi sia mobile-friendly. Che soddisfi innanzi tutto le esigenze di quei tanti milioni di persone che navigano sul web solo (o quasi) attraverso il loro telefonino.

A allora, caro operatore del settore turistico e alberghiero, c’è poco da fare: verifica se il tuo sito è al passo con i tempi e agisci di conseguenza.

La prova puoi farla direttamente tu: se guardi il tuo sito sullo smartphone (a proposito: lo sai che puoi esserti utile anche per promuovere i servizi del tuo hotel?) e trovi frasi sconnesse, testi mancanti, foto che per caricarle ci vuole la gru, pagine che non si aprono, allora è il caso di rivolgersi a un esperto e dare il via a una decisa opera di restyling o, meglio, di ottimizzazione in funzione mobile.

Come migliorare la versione mobile del sito

Per entrare nello specifico, è il caso che venga analizzato il contenuto della pagina e i relativi dati strutturati, anche per migliorare il click-through rate (ossia il tasso che accerta l’efficacia di una campagna promozionale sul web). Certo, questi sono argomenti tecnici che a un albergatore possono sembrare arabo e quindi preferibile affidarsi agli esperti.

Ma è pur vero che lo stesso albergatore può dare un contributo decisivo nel miglioramento del proprio sito. Basta adottare qualche accorgimento.

Vuoi renderlo più veloce? Bene, allora non commettere l’errore di ridurre i i testi scritti (per Google i contenuti contano eccome), semmai alleggerisci le foto, scegli il formato giusto e quelle più adatte. Ottimizzare un’immagine significa guadagnare in velocità. E più velocità significa apparire più interessanti agli occhi del re dei motori di ricerca.

Domani le cose potrebbero cambiare ulteriormente (a proposito: è il caso di verificare anche le prestazioni del sito su tablet), ma ad oggi le cose stanno così: per reggere l’urto della concorrenza (o addirittura batterla) è necessario rivedere le impostazioni (e le indicizzazioni) del proprio sito mobile.

Pochi ma decisivi correttivi consentiranno di vincere la nuova sfida lanciata da Google. In ogni caso è consigliabile non adagiarsi sugli allori, perché vinta una battaglia, all’orizzonte se ne profila subito un’altra.

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