Recensioni e Social condizionano le prenotazioni in hotel

Sono entrati in punta di piedi nelle nostre vite, ma ora hanno un peso spesso decisivo nelle scelte di ognuno di noi. Parliamo naturalmente dei Social Media, sempre più determinanti anche quando si tratta di individuare la destinazione di un viaggio e l’hotel nel quale pernottare.

Alcuni dati possono aiutare a farsi un’idea e, di riflesso, convincere anche gli albergatori più restii a rivedere le proprie strategie di web marketing, a curare la propria reputazione online e presenza sui social media.

Come scelgono i Millennial

Una ricerca condotta da Blitz Agency di Los Angeles svela che i post lasciati sui social network finiscono per influenzare le scelte dell’84% dei Millennial. Ma nemmeno le generazioni precedenti scherzano, visto che il 73% sostiene di organizzare una vacanza ispirandosi a un post o a un semplice selfie.

Certamente il passaparola continua ad avere un suo peso: il giudizio di un amico/conoscente è tenuto in seria considerazione dal 16% dei Millennial e dal 20% di coloro che appartengono alle generazioni precedenti. Ma l’avanzata dei social è fuori discussione: Facebook tocca quota 15% (contro il 13% delle generazioni precedenti), Instagram arriva al 13% (contro 9%), mentre i siti web e Youtube si assestano al 12%.

L’influenza di TripAdvisor

Morale della favola: non basta esserci online, bisogna anche saperci stare; occorre gestire professionalmente i profili aziendali social con una chiara strategia e la sistematicità di un calendario editoriale; proporre contenuti accattivanti (foto e video compresi), e soprattutto saper gestire le recensioni, tenuto conto che buona parte dei viaggiatori globali che prenotano online visita TripAdvisor prima di effettuare acquisti.

Basta un nulla per far crollare o accrescere la buona reputazione di una struttura e a orientare le scelte dei potenziali clienti. La conferma arriva da TripAdvisor: un recente studio ha dimostrato che le prenotazioni sono state influenzate dalle recensioni nell’89% dei casi.

Analoghe conferme arrivano da una ricerca condotta da Phocuswright: l’esperienza di chi ha già soggiornato in un hotel influenza l’80% delle persone che si apprestano a prenotare.
Lo stesso studio evidenzia un altro dato su cui riflettere: più della metà dei viaggiatori non si sognerebbe minimamente di prenotare una camera in una struttura che non ha ricevuto nemmeno una recensione. E sempre TripAdvisor conferma che i Millennial nel 89% dei casi prenotano facendosi condizionare dai suggerimenti dei pari età.

L’importanza del cliente

Mentre la Generation Y –che pubblica foto sui social come se piovesse – è diventata una grande fonte di ispirazione per tour operator e albergatori illuminati: hanno capito che i contenuti creati dagli utenti, autentici e genuini, sono molto più impattanti rispetto a un catalogo realizzato da fotografi professionisti.

In altre parole interagire con i propri clienti può essere davvero redditizio: saranno loro la miglior pubblicità per una struttura. Seguirli o “catturarli” con un hashtag oppure taggandoli, non richiede grandi sforzi. Al tempo stesso, seguendo i vari profili e relativi commenti, si possono trarre spunti per migliorarsi e per dare risposte più puntuali e soddisfacenti rispetto ai desideri del potenziale cliente.

Ricapitolando: per avere una reputazione degna di nota sul web, la parola d’ordine è “condividere”. Farsi trovare pronti, vigili e stimolanti sui social; proporre servizi e idee (anche un banale concorso fotografico) che invoglino il cliente a condividere la propria esperienza di vacanza per rendersi testimonial e promoter della struttura dove hanno soggiornato, postare foto e lanciare hashtag, creando il coinvolgimento di vecchi e nuovi clienti, significa vincere la sfida della competitività su un mercato sempre più globale. E agguerrito.

Commenti Chiusi.